Paolo Nardini nasce a Prato, in Toscana, e si avvicina alla musica fin da piccolo come autodidatta, suonando il pianoforte e le prime tastiere elettroniche.

Negli anni 80 fa parte come tastierista di svariati gruppi Rock e Progressive, e nell’inverno dell’84 la sala prove di uno di questi gruppi di cui fa parte (assieme al vocalist Duccio Cosimini) è la mitica cantina di Via dei Bardi 32 a Firenze, dove in un atmosfera da jam session continuativa condividono gli angusti ed umidi spazi con un gruppo ancora semi-sconosciuto, i Litfiba, che di lì a poco pubblicheranno il loro primo album “Desaparecido”.

Nel 1985 assieme all’ex componente dei Cudù, Sandro De Luca, da vita ai ToolBox, un  trio tastiere e voce che attingeva dal repertorio Soul e Rhythm & Blues esplorando le nuove strade aperte dal recente avvento dei campionatori. Con i Toolbox inizia in quegli anni anche le prime esibizioni dal vivo nei locali notturni fiorentini. Nel 1988, sempre con De Luca ma con il nome di Rhythm &  Technology , è in trio con la cantante Judy Lampo con la quale si esibisce anche al Tenax, locale storico fiorentino  per la musica dal vivo.

Alla fine degli anni 80 è tastierista in un gruppo Reggae con il chitarrista Marco Cesare (Juggernaut), e sempre con Cesare in trio con il saxofonista Carlo Gatteschi, scrive le musiche per una performance di danza contemporanea, Città d’Oro,  diretta da Pio Baldelli, ed eseguite dal vivo nella  messa in scena tenutasi nell’aula magna della facoltà di sociologia dell’Università di Firenze.

Negli anni 90 abbandona in parte le tastiere e studia il Sax alla scuola di musica di Scandicci, dove abbraccia il Jazz che diventerà una delle sue grandi passioni.

Dopo alcune collaborazioni con vari gruppi, approda ai DeGez, gruppo dalle sonorità Jazz Fusion, nel quale con il suo Sax tenore fa da contrappunto alla magica chitarra solista di Antonio Palma. Dopo alcuni anni con i DeGez e numerosi concerti dal vivo,  inizia un lungo periodo di pausa dal quale emerge solo recentemente per tornare al vecchio amore della musica elettronica, stavolta declinata nei nuovi generi Ambient, Chill-out e Deep House.