La storia di Bombo e Mini
C’era una volta, su un pianeta lontano lontano, un popolo molto simile a noi, ma i loro bambini erano sempre tristi perché non avevano animali domestici con cui giocare. Su quel pianeta semplicemente non esistevano né cani né gatti; c’erano solo delle specie di conigli, ma non si potevano tenere in casa perché rosicchiavano porte e finestre e le case alla fine crollavano.
I saggi di quel pianeta si riunirono e decisero di mandare una spedizione di esploratori per cercare in tutta la galassia altri pianeti simili al loro dove vi fossero degli animali domestici adatti ai loro bambini, e così fecero. La spedizione composta da una grossa nave spaziale partì e girò per molti pianeti senza trovare niente con cui un bambino sarebbe stato felice di giocare, finché arrivarono sulla Terra, dove, con grande gioia, videro dall’alto che i bambini giocavano felici con dei simpatici animali chiamati cani e gatti.
Decisero di prelevare qualche esemplare per portarlo sul loro pianeta e vedere se piacevano ai loro bambini, e ne raccolsero alcuni di varie razze in varie parti del mondo.
Durante la missione, passarono anche sopra un piccolo villaggio chiamato Spazzavento, dove i loro sensori indicarono la presenza di un piccolo gatto molto giovane, quindi si abbassarono e lo tirarono su con il loro raggio aspiratutto. Era un gattino molto carino, un pò secchino ma con il muso simpatico ed un gran nasone. Il gattino era spaventato, ma si ritrovò nella stiva assieme a tanti altri gattini come lui e dove c’era abbondanza di croccantini deliziosi, per cui fece amicizia e si tranquillizzò.
Gli esploratori non volevano creare problemi agli abitanti del pianeta, ed avevano cercato di prelevare solo animali che sembravano da soli, che non avevano una mamma o una famiglia o tanto meno dei bambini che giocavano con loro. Non avrebbero voluto rendere infelice un bambino per farne felice un altro. Il gattino tigrato però una famiglia ce l’aveva, anche se non c’erano bambini, ed aveva un altro gattino fratellino con il quale giocava sempre.
Quando il gattino sparì all’improvviso una notte, i suoi padroncini terrestri lo cercarono dappertutto e si disperarono non riuscendo più a trovarlo, credendolo morto preda di qualche animale selvatico o di qualche cacciatore malvagio.
Quando il gattino arrivò alla sua nuova casa fu affidato ad una famiglia dove c’era un bambino che ogni giorno giocava con lui e gli voleva un gran bene, dandogli da mangiare cose buonissimo e riempiendolo di coccole. Il gattino stava bene, ma era sempre molto triste, pensando al suo fratellino ed ai suoi padroncini che aveva lasciato sulla terra. I suoi nuovi genitori si accorsero che lui era triste ed andarono dai saggi per chiedere cosa potevano fare.
I saggi chiamarono un interprete che sapeva capire il linguaggio dei gatti e così scoprirono che avevano fatto un errore strappando il gattino alla sua famiglia sulla Terra.
I saggi discussero su come risolvere la situazione, di certo non potevano riportare indietro il gattino, altrimenti avrebbero dato un dispiacere al bambino cui l’avevano affidato. Tramite l’interprete, chiesero quindi al gattino cosa desiderasse, e lui, dopo averci pensato un pò rispose che avrebbe voluto accanto a se almeno il fratello. I saggi concordarono, e decisero di mandare di nuovo gli esploratori sulla Terra per cercare l’altro gattino, e questi partirono alla svelta puntando dritti verso il villaggio di Spazzavento.
Arrivati sopra il villaggio girarono un pò vedendo molti gatti, ma nessuno rispondeva alla descrizione, poi, scesa la notte videro uscire da una casa isolata un gattino tutto grigio con il pelo lungo e due grandi occhi gialli: era lui! Si abbassarono e lo tirarono a bordo con il raggio aspiratutto portandolo in breve tempo sul loro pianeta.
Quando fece giorno, i padroncini terrestri si accorsero che era sparito anche l’altro gattino, e si disperarono ancora di più, perché non avevano più gattini da coccolare. Piansero giorno e notte, e cercarono di consolarsi a vicenda, smettendo dopo molti giorni solo quando non ebbero più lacrime.
Quando i due gattini si ritrovarono assieme fu una festa, si leccarono a vicenda facendo le fusa, ed insieme iniziarono a giocare con il loro nuovo padroncino divertendosi un mondo. Ogni tanto, parlando fra loro, si ricordavano della loro famiglia sulla Terra, e pensavano che forse i loro padroncini sarebbero stati tristi senza di loro, e avrebbero voluto fargli sapere che erano molto felici e di non preoccuparsi per loro.
Tramite l’interprete chiesero ai saggi del pianeta se fosse possibile mandare un messaggio sulla Terra per far sapere che loro stavano bene, ma gli risposero di no, perché non potevano far sapere ai Terrestri che avevano preso i loro animali domestici.
L’interprete dei gatti però, che era di buon cuore, portò di nascosto i due gattini in uno strano posto, dove c’era una grossa sfera di vetro dalla quale uscivano dei tubi colorati. Fece entrare i due gattini nella sfera e disse loro di pensare intensamente a tutto quello che avrebbero voluto dire ai loro padroncini terrestri, e così fecero.
Sulla Terra, quella notte, i due padroncini sognarono lo stesso sogno, nel quale i due gattini gli apparivano felici e giocavano fra loro. Fu un sogno molto realistico, ed al mattino si svegliarono più sereni e con la sensazione che i due gattini, ovunque fossero, erano sani e felici.
Anche i gattini sentivano che il loro messaggio era arrivato, e da quel giorno giocarono con più gusto assieme al loro nuovo padroncino, su un pianeta lontano lontano.
Questa favola è dedicata a Mini e Bombo, scomparsi a distanza di poche settimane l’uno dall’altro nelle campagne di Spazzavento.