Se avete letto la storia di Miles narrata nell’articolo Vivere con un gatto a tre zampe sapete che la nostra esperienza con un gatto amputato di una delle zampe anteriori è stata in fondo molto positiva. Però, mai ci saremmo aspettati, a distanza di pochi anni, di dover ripetere questa esperienza per certi versi traumatica e per altri intensa ed emozionante.
Ecco quindi a voi Zeus:
La sua storia ha molto a che vedere con il caso e la fortuna (la sua): era novembre 2016, stavamo percorrendo in auto una strada che di solito non facciamo mai, eravamo passati dall’ufficio postale della frazione vicina per ritirare una raccomandata, e per scendere in città abbiamo preso quindi una strada diversa da quella abituale. Aveva piovuto e la strada era ancora bagnata. Arrivati nei pressi di alcune abitazioni, ma ancora in aperta campagna, scorgiamo in mezzo alla carreggiata una piccola sagoma nera, che si muoveva lentamente verso il ciglio. Clara ha subito urlato “ferma, ferma!”, ed è apparso subito evidente che si trattava di un gattino di pochi mesi appena investito, completamente nero.
Ho accostato di lato, e Clara si è precipitata fuori dall’auto verso il gatto, che terrorizzato stava strisciando sull’asfalto cercando di fuggire, cercando di immobilizzarlo. Non c’erano tracce di sangue e non sembrava ferito, anche se era bagnato di pioggia ed in apparenza trascinava una zampa posteriore. Ho preso una coperta dal bagagliaio e l’abbiamo caricato in macchina dirigendoci immediatamente verso il nostro veterinario di fiducia.
La prima diagnosi è stata quella di contusioni varie, leggero trauma cranico ma per fortuna nessuna ferita. Quella messa peggio sembrava la zampa posteriore destra che il gatto trascinava. Abbiamo lasciato il micio in osservazione e siamo tornati nel pomeriggio per vedere come stava, ma il veterinario ci ha comunicato che mentre la zampa posteriore sembrava migliorare, non sembrava esserci sensibilità all’anteriore sinistra, forse per una lesione ai nervi in seguito al colpo.
Dopo un altro giorno di osservazione l’abbiamo portato a casa. Non c’è stato neanche bisogno di parlarne, avendo già 3 gatti in casa e 2 semi-residenti l’idea di portarlo ad un gattile ed abbandonarlo non ci ha neanche sfiorato. Abbiamo appeso un cartello nel luogo dove lo abbiamo trovato, nel caso fosse di qualcuno, ma nessuno si è fatto vivo, e l’aspetto poco domestico che aveva quando lo abbiamo trovato lasciava poche speranze che avesse un padrone, e francamente, era quello che in cuor nostro speravamo, tanto ci eravamo già affezionati a quel batuffolo.
Il veterinario ci aveva avvertito, se la zampa non avesse ripreso la sua funzionalità a breve, sarebbe stato opportuno amputarla per evitare problemi. Il motivo è semplice, Zeus trascinava quella zampa in giro appoggiandosi sul gomito provocandosi continue lesioni alla pelle, e camminando in modo innaturale facendosi scivolare sulla zampa inerte come su un cuscino imbottito.
Dopo poche settimane la zampa era gonfia e malridotta, portandoci alla decisione di procedere con l’amputazione.
La cosa non ci sconvolgeva più di tanto, l’esperienza già fatta con Miles ci ha insegnato che un gatto può vivere più che dignitosamente senza una delle zampe anteriori, e questa volta eravamo sicuramente molto più sereni e convinti di fare la cosa giusta.
L’operazione rimane comunque un trauma, specialmente per l’aspetto che il gatto ha fino a quando non vengono tolti i punti ed è ricresciuto il pelo. Quella Y di graffette che gli danno un aspetto di manzo squartato è abbastanza inquietante, ma lo spirito animale è molto più pratico di quello umano, e Zeus non sembrava curarsi minimamente del suo aspetto.
Oggi Zeus è un bellissimo gatto che gioca, salta, sale sugli alberi, e ne combina di tutti i colori come qualsiasi altro gatto.
Speriamo solo che per noi non sia valido il proverbio “non c’è due senza tre”, perché per quanto riguarda i gatti amputati, come si dice, abbiamo già dato!