Sabato 24 Giugno 2006
Oggi ho raggiunto due importanti traguardi nella mia carriera volovelistica, le 5 ore di volo e la prima uscita dai confini della valle del Mugello, che ormai mi va sempre più stretta.
La giornata promette bene fin dalle prime ore del mattino, il cielo è sereno e limpido, e già alle 10 del mattino le prime formazioni di cumuli iniziano ad intravedersi sulle creste appenniniche.
Decollo presto sul Libelle, alle 11:51, ed aggancio subito una buona termica sulla pedemontana che mi porta a 1500 mt QNH in pochi minuti. Tento un assaggio verso nord, ma non trovo altri valori accettabili, quindi torno indietro sulla prima termica e la scalo tutta fino a 2100 mt. Intanto per radio sento altri Mugellani decollati dopo di me intendi in un randez-vouz con altri volovelisti che arrivano da Pavullo. Alcuni sono ex-soci dell’Aeroclub del Mugello e le battute via radio si sprecano. Sono tutti a far quota nella mia stessa termica, e ben presto conto almeno 10 alianti in roccolo assieme a me, uno spettacolo mai visto e sicuramente entusiasmante. Tutti per radio concordano che la giornata è buona per fare distanza, e quando partono tutti in planata per attraversare la valle del Mugello verso sud mi accodo a loro cercando di tenergli dietro con il mio Libellino che notoriamente non gradisce l’alta velocità.
Planatona a 130/140 Km/h fino al monte Giovi dove mi trovo a 1500 mt ma con davanti una serie di cumuli impressionanti. Pochi minuti di spirale e sono di nuovo sopra i 2000 mt, a questo punto sono rimasto quasi in coda al gruppo ma, sentendo via radio decantare le lodi del meteo, decido di tentare ciò che non avevo mai osato, cioè uscire dalla valle.
I cumuli sull’appennino verso Nord, ore 15:30 circa
Attraverso la valle della Sieve in planata, perdendo pochissima quota, riconosco Rufina e cerco di scorgere casa di mia sorella Daniela sulle colline antistanti, ma da questa quota è impossibile, ed è meglio concentrarsi sul volo!!
Eccomi davanti al Pratomagno, sono a 1800 mt, vedo le ventole eoliche davanti a me, e sembrano altissime. Approfitto di una termica modesta per riguadagnare i 2000 mt e parto sparato verso il crinale. Per radio sento Luca de Marchi che riferisce un Pratomagno portante e percorso in velocità, ma io non sono mai stato qua, e superati i ventoloni tento di appoggiarmi al lato sud del crinale per vedere se “tiene”. Vado avanti ma perdo quota, mi faccio coraggio ed insisto, ma quasi in fondo al crinale trovo un valore di salita e comincio a girarlo. Appena virato indietro vedo di nuovo le ventole eoliche che mi ero lasciato alle spalle, e sono tremendamente più alte di me, sono a 1500 mt. QNH!! Comincio a sudare freddo, tengo la termica più che posso ma non è un granchè, quindi inizio a risalire verso nord puntando un bel cumulo a base nera poco più avanti. Questo per fortuna si rivela ottimo e mi porta fino alla base a 2300 mt. Decido che è sufficiente e riparto verso nord passando di nuovo sulle ventole e vedendo all’orizzonte la familiare valle del Mugello.
Il Libelle D-2468 di Giovanni Semplici durante la planata in formazione.
Plano di nuovo verso il monte Giovi perdendo poca quota, sono quasi le 14 ed ormai la giornata è decisamente matura. Mentre torno verso casa già decisamente soddisfatto sento via radio Giovanni Semplici che sta venendo verso di me anche lui con il suo Libelle D-2468. Lo chiamo e decido di aspettarlo sul Giovi dove mi parcheggio nella solita termica che mi tiene sempre oltre i 2000 mt. Giovanni arriva in pochi minuti, anche lui plana dalla pedemontana. Ripartiamo insieme verso sud-est puntando di nuovo il Pratomagno, questa volta sorvoliamo i ventoloni a 2300 mt, una pacchia e continuiamo lungo il crinale. Giovanni fa da chioccia e mi chiede spesso come va e se me la sento di proseguire. Io sono gasato al massimo e non mi faccio pregare. Alle 14:30 arriviamo ad affacciarsi su Arezzo, a una decina di chilometri davanti a noi, e Giovanni mi dice che è abbastanza e torniamo indietro. Il Valdarno è pulito e non ci sono cumuli, bisognerebbe attraversarlo tutto per riagganciare i monti più a sud, territori per me ancora più inesplorati, quindi preferisco anch’io far marcia indietro, anche perchè siamo a oltre 50 Km dal campo. Rifacciamo un pò di quota con Giovanni che mi aspetta con pazienza, forse mi sono un pò fatto prendere dall’euforia e sono un pò distratto nelle termiche, fatto sta che lui sale molto meglio di me! Riattraversiamo la Sieve toccando la quota massima di 2500 mt, è uno spettacolo, poi tutta planata fino a Borgo S. Lorenzo, dove Giovanni mi dice di proseguire verso Nord. Siamo scesi fino a 1500 mt, ma i cumuli anche sull’appennino Porrettano sono belli ed invitanti e non fatichiamo a salire di quota anche in valle. Attraversiamo l’autostrada del sole a 2200 mt puntando il Lago del Brasimone e poi il Lago di Suviana. Anche qua non ero mai arrivato, nonostante siano solo una ventina di km dal campo, ma la mancanza di campi atterrabili è un discreto spauracchio, ma oggi sembra che tutto sia concesso, che una mano invisibile ti tenga sempre su e ti impedisca di scendere. Oggi capisco veramente cosa vuol dire sfruttare l’immensa energia della natura, il sole che scalda il terreno, l’aria calda che sale e condensa in splendide nubi come si vedono solo sui manuali, oggi la teoria diventa realtà.
Il tracciato log del volo
Ormai sono le 16, Giovanni mi comunica che rientra alla base, e pensando che sono in volo da più di 4 ore anch’io non disdegnerei di rientrare, ma Giovanni mi grida alla radio che devo rimanere su per fare le 5 ore, alle quali io non avevo neanche pensato. Un altra ora qui? E che faccio? Ok, rimango qua, saluti a tutti e parto per un altro giro sul Lago di Suviana, poi lentamente, girando tutte le termiche che trovo ritorno indietro verso il passo della Futa, sempre oltre i 2000 mt, roba che con la sola planata potrei quasi andare ad atterrare ad Arezzo senza problemi. Faccio due conti, sono decollato alle alle 11 meno 10, quindi ho ancora una mezz’ora da farmi girellando in valle. Purtroppo nel logger non ho una dichiarazione di volo valida, altrimenti potevo fare le insegne d’argento, 50 Km andata e ritorno, 5 ore di volo, 1000 mt di guadagno di quota, il tutto in un solo volo… peccato.
Attraverso di nuovo la valle verso sud per smaltire un pò di quota, e alle 16:50 scadute le 5 ore mi butto a capofitto verso il campo scendendo come un fulmine.
Sono euforico, corro subito a scaricare il logger per rivedere la sera stessa questo magnifico volo, ma la sorpresa è in agguato e quando apro le statistiche di volo sul Pc portatile leggo:
Decollo: 11:51:06
Inizio volo libero: 11:55:36
Atterraggio: 16:54:56
Durata: 05:03:50
Mi mancano esattamente 40 secondi alle 5 ore, non avendo calcolato i 5 minuti circa di traino che non possono essere considerati nelle 5 ore. “Che imbecille”, questo mi serva di lezione in futuro.
Ma questa beffa non può cancellare la gioia per un volo così bello che fa aumentare ancora di più l’amore per questo magnifico sport, e mi fa rimpiangere ancora una volta di non averlo scoperto prima.
(Un grazie sincero a Giovanni Semplici per l’aiuto e l’incoraggiamento.)